un po' di storia...

In uno scritto del 1969 Tullio Santagiuliana afferma che la banda di Treviglio nasce nel 1820 e offre la prima prestazione di un certo impegno il 27 febbraio 1822, aprendo con un concerto le celebrazioni per il terzo centenario del miracolo della Madonna delle Lacrime. Questi dati sono però desunti dalla memoria orale, mentre la fonte scritta più antica che è stato possibile rintracciare reca la data del 1833.

Risale infatti a quell'anno un regolamento manoscritto della "Società Filarmonica della Banda di Treviglio", costituita sotto la direzione di Gio. Maria Brugnetti. Il documento, conservato presso 1'Archivio di Stato di Bergamo, si compone di diciassette articoli che regolano i vari aspetti organizzativi, finanziari e musicali della vita del sodalizio. Eccone alcuni passi:

IV. Ogni individuo componente il corpo della Banda dovrà provvedersi di quell'Istrumento a cui intende applicarsi, mantenerlo in buono stato, e cambiarlo all'occorrenza il tutto a proprie spese, escluso però il Tamburone, Tamburella, Sistro Chinese e Piatti, la compera e manutenzione de' quali sarà a carico sociale, a riserva della pulitezza appartenente al suonatore. Niuno potrà suonare altro Istromento di quello in cariera senza l'assenso del Direttore.

V. La musica che potrà occorrere alla Compagnia sarà provveduta dal S.r Direttore per conto sociale, e niuno de socj potrà prevalersene per proprio uso particolare sotto pena di essere immediatamente espulso dalla Società senza alcun diritto di compenso.

VI. I quattro suonatori della bassa banda che suonano li strumenti di ragione sociale, terminato che avranno le loro funzioni od altro trattenimento musicale dovranno immediatamente riportare i loro Istromenti nel locale dell'Accademia tenendone cura a propria loro spesa. Nel trasporto poi del Tamborone fuori di paese quando non vi fosse vettura a carico della Compagnia saranno al suonatore compensate L. 1.25 per ogni viaggio compreso il porto della musica. Sarà poi dovere di tutti quattro adempire ai detti doveri.

VIII. Ogni qualvolta il corpo di Banda sarà richiesto a qualche funzione in paese o fuori dovranno tutti essere pronti per l'ora indicata dal Direttore per l'unione ed ispezione de' singoli istrumenti, che dovranno tutti essere in buono stato, e quelli di Ottone tirati a lucido, e chi mancherà a quanto sopra sarà multato come al precedente capitolo ed in caso di recidiva la sua multa sarà aumentata.

IX. Quando il corpo di Banda sortirà fuori di Paese per funzionare, ciascun Socio riceverà prima di partire a. L. 1.25. pel mantenimento di quel giorno e se il viaggio oltrepassasse le 4 miglia riceverà la vettura a carico sociale, e ciascun di Essi

dovrà prendere il posto dal Direttore assegnato.

XI. Tutti li accordi saranno fatti esclusivamente dal Direttore il quale ne riceverà l'ammontare ed alla fine d'ogni anno sarà compilato il conto dell'entrata ed uscita, e l'avvanzo ripartito fra li Socj in parti eguali.

Sotto l'osservanza di questo regolamento, il governo austriaco autorizza formalmente l'istituzione della banda trevigliese con dispaccio del 7 aprile 1833. I1 10 agosto 1845 al corpo bandistico viene anche concesso di adottare una nuova uniforme, completa di sciabola. Nel 1855, in clima di movimenti patriottici, la sciabola viene però vietata per evidenti motivi di sicurezza. Nel 1846 il complesso è presente alla cerimonia di inaugurazione del tratto Milano-Treviglio dell'Imperial Regia Strada Ferrata Milano-Venezia.

L'attività prosegue a pieno ritmo nel periodo postunitario, tanto che nel 1872 il corpo musicale si trova ad avere troppi strumentisti e addirittura due maestri. Avviene così la scissione in due formazioni: la Banda Civica (o "Banda Vecchia") e la Nuova Filarmonica "Giuseppe Verdi" (o "Banda Nuova"). La Banda Civica è guidata dal maestro Pizzocchieri e poi da Aurelio Pozzi; la Nuova Filarmonica è invece diretta dal maestro Pietro Martinelli.

Le due bande, nate senza problemi confessionali, intervengono indifferentemente ai cortei patriottici, alle feste laiche, alle processioni e cerimonie religiose. Verso la fine dell'Ottocento si acuiscono anche a livello locale gli scontri ideologici tra laici e cattolici e l'equidistanza delle bande tra le due parti in causa non viene più tollerata dalla chiesa. I clericali fondano quindi ne11896 un nuovo complesso musicale con sede presso 1'Istituto Salesiano: la Banda San Carlo, diretta dal maestro Aurelio Pozzi.

All'inaugurazione della Mostra Industriale e Agricola che ha luogo a Treviglio nell'agosto 1902 la Banda San Carlo è assente, mentre intervengono gli altri due complessi. Leggiamo infatti nella cronaca della cerimonia inaugurale, riportata nel catalogo ufficiale dell'esposizione:

Alle 10.30 si formò il Corteo nella sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso, che preceduto dai due Corpi musicali, la Banda Civica e la Nuova Filarmonica Giuseppe Verdi", e seguito da numerosi soci e invitati e non poche signore procedette fino all Esposizione.

Scomparso Martinelli nel 1903, la guida artistica della Nuova Filarmonica è assunta dal maestro Gerlando Gueli e successivamente da Pietro Boschi. Per rendersi conto del repertorio eseguito nel primo Novecento basta sfogliare, a titolo di esempio, il periodico "Vita Nuova" dell'anno 1912, che riporta i programmi dettagliati dei concerti della Nuova Filarmonica (cfr. Appendice, doc. n. 39). Accanto ai classici pezzi d'opera figurano diversi ballabili e marce, composti appositamente dai maestri Martinelli e Gueli.

Le tre bande trevigliesi convivono, dividendosi i compiti, fino al 1914 per poi tacere durante gli anni della guerra, nei quali suona esclusivamente la banda del presidio militare. Nel luglio 1919 le varie formazioni si riuniscono in un'unica grande Banda Municipale, diretta da Amilcare Mauri e presieduta da Giuseppe Facchetti. Quando Mauri si trasferisce lontano da Treviglio, gli subentra Aurelio Mascetti che continua a tenere il complesso a un livello pregevole. Ecco il programma di un concerto diretto da Mascetti nel settembre 1921:

G. Gabetti, Inno reale; A. Olivieri, lnno a Garibaldi; P. Martinelli, Rimembranze patrie. Marcia; G. Verdi, Giovanna d Arco. Sinfonia; A. Mascetti, In memoria dei caduti di guerra. Elegia (la esecuzione); A. Ponchielli, La Gioconda. Finale atto 3°; Vanduzzi, Italia una Marcia.

Per il periodo fascista non sono state recuperate notizie significative, anche perché la banda attraversa un periodo di difficoltà e disorganizzazione. Risorge nel dopoguerra e, dopo essere stata diretta da vari maestri provvisori, viene guidata per quindici anni da Cono Portale. Intanto la Banda San Carlo, ricostituita a fine guerra, cessa nuovamente l'attività.

Nell'agosto 1960 si riprendono le fila del discorso musicale, riunendo gli strumentisti della Banda San Carlo e della Banda Municipale nella nuova Banda Città di Treviglio. Il rinnovato complesso, forte di ottanta elementi, è presieduto da Luigi Donarini e diretto da Antonio Franconi fino al 1973. Nello stesso anno Donarini affianca al complesso un gruppo di majorettes, iniziando così la partecipazione a numerose manifestazioni folkloristiche in Italia e all'estero. Le majorettes trevigliesi ottengono anche diversi riconoscimenti a livello nazionale nei campionati della Federazione Italiana Majorettes.

Ad Antonio Franconi subentrano i maestri Pippo Provvidenziale, che guida la banda fino al 1980, Achille Invernizzi e nello stesso anno vi succede l'attuale direttore Paolo Belloli.

FONTI Archivio di Stato di Bergamo, Fondo I.R. Delegazione Provinciale, Polizia, b. 3122, fasc. 9. Treviglio e gli illustri Trevigliesi. Note illustrative. Catalogo ufficiale della Mostra industriale e Agricola, agosto 7902, Milano, Cromotipografia Commerciale di Berni e Peralla, 1902, p. 42.

  • ,L'Eco di Bergamo,>, 19 settembre 1921, p. 2. Tullio Santagiuliana, Da11820 a11960, in I50° Banda Musicale Città di Treviglio. 1820-1969, numero unico, Treviglio, Signorelli, 1969, pp. 10-12.

COLLABORATORI NELLA RICERCA Luigi Donarini e Giuseppe Rozzoni..